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DESCRIPTION:Incontro mensile del Gruppo di Lettura Liberi di Leggere a cura
  di Silvia Andreoli.\nTema dell'incontro: I disturbi mentali\nLibri del me
 se:\n&nbsp\;\nHelen Humphreys\, Bill\nCanwood\, Saskatchewan\, 1947. Leona
 rd Flint\, un bambino solitario ed emarginato\, si lega in un'amicizia str
 ettissima e anomala con il barbone del villaggio\, un giovane uomo conosci
 uto come Bill Zampa di Coniglio. Bill è silenzioso\, sgarbato\, selvaggio\
 , eppure si fida del piccolo Leonard\, e gli consente di accompagnarlo qua
 ndo deve piazzare le trappole per i conigli\, a cui strappa le zampe\, per
  poi rivenderle come portafortuna - è così che si mantiene. E consente\, s
 oprattutto\, al bambino di andare a trovarlo nel rifugio che si è scavato 
 alla base di una collina\, e di riposarsi\, a volte\, sul suo letto fatto 
 di balle di fieno. Il piccolo Leonard non desidera altro che trascorrere d
 el tempo con Bill\, che ama con un'ammirazione e una dolcezza straordinari
 e\, a tratti inquietanti. La pacatezza di Bill\, i suoi silenzi\, la sua g
 enerosità spiccia\, incarnano\, agli occhi del bambino\, un mondo ideale\,
  di affetto sincero\, naturale\, istintivo\, e rappresentano anche la poss
 ibilità di fuga da un contesto violento che lo opprime: a scuola\, infatti
 \, Leonard è perseguitato dai bulli e\, a casa\, il padre alcolizzato è mo
 lto severo e pochissimo incline a tenerezze. Sarà quindi per Leonard un au
 tentico shock vedere\, con i propri occhi\, Bill commettere un omicidio ef
 ferato\, e soprattutto con una noncuranza sconvolgente e inspiegabile\, ch
 iosata dalla frase che sentirà ripetere al processo dallo stesso Bill: 'Se
  l'è cercata'. Quindici anni dopo\, fresco laureato in psichiatria\, Leona
 rd giunge all'Istituto di Igiene Mentale di Weyburn\, emozionato\, ma anch
 e intimidito\, da una delle istituzioni più importanti del paese\, e che a
 ll'epoca conduce importanti ricerche sperimentali sulla capacità dell'LSD 
 di contribuire alla cura o alla diagnosi alcune patologie mentali. E con s
 ua grande sorpresa\, a Weyburn Leonard ritrova Bill\, paziente più maturo\
 , incaricato di occuparsi delle scuderie dell'istituto (dorme nelle stalle
 \, perché continua a preferire la compagnia degli animali). Nonostante sia
 no passati diversi anni\, e sia diventato ormai un adulto\, Leonard si acc
 orge di provare gli antichi sentimenti di devozione e di amore per quello 
 strano uomo che è Bill. Ne è ossessionato\, tanto da dimenticare i suoi do
 veri di psichiatra. E questo porterà a un evento drammatico\, che però avr
 à il merito di gettare finalmente una luce su quel passato tragico\, sfuma
 ndo anche l'antica separazione tra buoni e cattivi. Leonard ne trarrà\, in
 fatti\, una definitiva consapevolezza sulla fragilità umana\, e sulle dolo
 rose battaglie che ciascuno di noi combatte nella vita\, e che trovano a v
 olte sollievo nelle amicizie più imprevedibili\, fatte di generosità e sla
 ncio.\n&nbsp\;&nbsp\;\nOliver Sacks\, L'uomo che scambiò sua moglie per un
  cappello\nOliver Sacks è un neurologo\, ma il suo rapporto con la neurolo
 gia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anch
 e molte altre cose: «Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso
 \; mi interessano in pari misura le malattie e le persone\; e forse anche 
 sono insieme\, benché in modo insoddisfacente\, un teorico e un drammaturg
 o\, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifi
 co\, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana\, non ultima 
 in quella che è la condizione umana per eccellenza\, la malattia: gli anim
 ali si ammalano\, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia»
 . E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori
  stabiliscono un rapporto di tenace affezione\, come fosse il medico che t
 utti hanno sognato e mai incontrato\, quell’uomo che appartiene insieme al
 la scienza e alla malattia\, che sa far parlare la malattia\, che la vive 
 ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un «intrattenimento
  da&nbsp\;Mille e una notte». Questo libro\, che si presenta come una seri
 e di casi clinici\, è un frammento di tali&nbsp\;Mille e una notte&nbsp\;–
  e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un 
 pubblico vastissimo. Nella maggior parte\, questi casi – ma Sacks li chiam
 a anche «storie o fiabe» – fanno parte dell’esperienza dell’autore. Così\,
  un giorno\, Sacks si è trovato dinanzi «l’uomo che scambiò sua moglie per
  un cappello» e «il marinaio perduto». Si presentavano come persone normal
 i: l’uno illustre insegnante di musica\, l’altro vigoroso uomo di mare. Ma
  in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pe
 zzo della vita\, qualcosa di costitutivo del&nbsp\;sé. Il musicista carezz
 a distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il mar
 inaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dett
 e dall’ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive\, se non sa nulla di c
 iò che ha appena vissuto?Rispetto alla normalità\, che è troppo complessa 
 per essere capita\, e tende a opacizzarsi nell’esperienza comune\, tutti i
  «deficit» o gli eccessi di funzione\, come li chiama la neurologia\, sono
  squarci di luce\, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «
 telaio incantato» del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti
  tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che
  le riscatta\, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza\, 
 con la turba\, con la perdita o l’infrenabile sovrabbondanza riesce a rist
 abilire un contatto\, spesso labile\, delicatissimo\, sempre prezioso per 
 i pazienti e per noi\, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro
  di un nuotatore «in acque sconosciute\, dove può accadere di dover capovo
 lgere tutte le solite considerazioni\, dove la malattia può essere benesse
 re e la normalità malattia\, dove l’eccitazione può essere schiavitù o lib
 erazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza\, non nella sobrietà»
 .L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello&nbsp\;è stato pubblicato pe
 r la prima volta a Londra nel 1985.&nbsp\;&nbsp\;\n&nbsp\;\nSara Garagnani
 \, Mor. Storia per le mie madri\n'Mor' è un affresco familiare che si sten
 de attraverso la storia di quattro generazioni di donne\, tra Svezia e Ita
 lia. Con il dipanarsi delle vicende\, l'autrice racconta come i traumi non
  elaborati si possano trasmettere di generazione in generazione\, di madre
  in figlia\, come un testimone che passa di mano in mano. La violenza psic
 ologica e talvolta fisica si propaga\, generando depressione\, dipendenze\
 , manie di perfezionismo\, ossessioni\, ricatti\, segreti... anche a dista
 nza di generazioni. In lingua svedese 'mor' significa madre\, 'mormor' (ma
 dre di madre) nonna e così via: è la parola stessa a suggerire una ricorsi
 vità. Sara Garagnani racconta questa ereditarietà ripercorrendo la storia 
 della sua famiglia\, dalla nonna Inger alla madre Annette fino a se stessa
 \, in un ciclo di emancipazione e ricaduta tratteggiato con lucidità ma an
 che con sincero affetto. Con costante inventiva visiva\, puntuale e mai fr
 edda\, l'autrice ci regala un racconto che è a un tempo analitico e intimo
 \, riflessivo e passionale\, dolce e amarissimo. Una storia che ci permett
 e di guardare le ferite familiari sotto una luce nuova\, e con un obiettiv
 o diverso: Mor non è la storia 'delle mie madri' ma 'per le mie madri'. Po
 stfazione di Maura Gancitano. https://www.bibliotecabaratta.it/index.php/i
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 mentali
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LOCATION:Sala 'Peppino Impastato' (Corso Garibaldi 88 Mantova)
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